A Villanova parte “vivavillanova BookCrossing”

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Viva Villanova mette le gambe ai libri per circolare gratuitamente  a  villanova, sotto braccio agli abitanti e frequentatori del quartiere. L’iniziativa si chiama “vivavillanova BookCrossing” e coinvolge per ora  6 esercizi commerciali.  Agli esercenti sono state affidate colorate cassette di legno nelle quali si potranno scegliere le letture, scambiare libri e opinioni. Sarà uno strumento per la creazione di relazioni e legami all’interno del quartiere attraverso lo strumento della lettura e delle generosa condivisione di pareri e spazi nei quali trovare i libri, portali via per leggerli e rimetterli in corsa per nuovi lettori. Viva villanova Book Crossing chiede ai lettori di mettere a disposizione un proprio libro nelle cassette colorate, magari con un commento e un’opinione sul libro letto, in modo da trasformare carta e inchiostro in strette di mano e chiacchierate.

Il progetto fa parte del calendario di iniziative del gruppo Viva Villanova del circolo C opernico di Cagliari, che da un anno partendo dalla sede di Domukratica in via Tempio 22 organizza, con gli abitanti, momenti di incontro e di rivitalizzazione  basandosi sulla interculturalità e intergenerazionalià del quartiere. Viva Villanova è all’interno del progetto “Luoghi idea(li) di Fabrizio Barca e nei mesi scorsi con lo studio del quartiere è stato possibile coinvolgere chi ci abita e di chi frequenta le strette e lunghe vie che abbracciano gran parte della parte bassa della città di Cagliari, sotto l’ombra delle antiche mura di Castello. Da oggi, frequentare villanova avrà un motivo in più, sarà facile cercare l’adesivo con il logo dell’iniziativa sulle vetrine degli esercizi commerciali aderenti e invitare altri amici a partecipare, non solo a questa, ma anche alle prossime iniziative del progetto Viva Villanova.

PARLANO DI NOI:

http://notizie.cagliarioggi.it/n?id=85931

http://www.pdsardegna.it/notizie/a-villanova-parte-vivavillanova-bookcrossing/

http://www.kalariseventi.com/nasce-viva-villanova-bookcrossing/

http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/02/21/a-cagliari-vivavillanova-bookcrossing_78d61ccd-fded-4de1-bac3-da3a7354e326.html

http://www.sardiniapost.it/culture/cagliari-vivavillanova-bookcrossing-bar-e-negozi-del-quartiere-storico/

Viva Charlie Hebdo!

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di Moreno Pisano

Quando, un anno fa abbiamo deciso di intraprendere questo percorso sulla rivitalizzazione del quartiere, abbiamo messo tra i nostri obbiettivi quello dell’integrazione e della condivisione tra popoli, tra cittadini che abitano quotidianamente Villanova. L’abbiamo fatto per facilitare un percorso di arricchimento reciproco che passa per le tradizioni, la lingua, gli usi e la religione. Abbiamo ricevuto impressioni positive, soprattutto dalle nuove generazioni di villanovesi, i bambini, capaci di sognare una piazza più grande, un quartiere più bello, un mondo migliore senza le differenze che ognuno di loro porta con se ma con la capacità di stare insieme e di essere migliori anche grazie agli altri.

Ieri ci siamo ritrovati a vivere la rabbia e la preoccupazione per l’attentato nella sede del giornale satirico di Parigi “Charlie Hebdo” che ha portato alla morte di 12 persone, che facevano un mestiere bellissimo: far ridere. L’attacco di matrice fondamentalista islamica si è scagliato contro chi era capace di raccontare con la satira e l’ironia argomenti importanti come politica e religione, in modo dissacrante, ma intelligente. Un attacco ai valori democratici su cui si fonda e grazie ai quali vive l’Europa, ai valori di convivenza senza i quali non ci sarebbe libertà.

Possiamo dire che il terrorismo, di qualunque ideologia va combattuto, possiamo manifestare e batterci per la libertà di espressione e per la libertà di satira, che l’integrazione è l’unica via per una convivenza civile, sia che tu scenda dalla scaletta di un aereo  sia che arrivi sulla banchina del porto con un barcone in fuga dalla morte. Possiamo rimarcare la nostra appartenenza a confessioni religiose differenti, pur abitando nello stesso quartiere, nello stesso pianerottolo, dove l’una non esclude l’altra ma stanno insieme perché credere è l’esperienza più forte dell’amore e nessuno ha amore più grande di colui che sa rispettare la libertà dell’altro.

Siamo contro ogni strumentalizzazione. Già sui canali di comunicazione impazza la caccia al diverso, allo straniero. La storia purtroppo non insegna se nessuno ha voglia di imparare dal passato, dalle persecuzioni ai cristiani, dalle crociate, dall’olocausto sino alle guerre contro l’islam. C’è chi sfrutta quanto accaduto per mettere in circolo la rabbia, l’odio, il rancore che quotidianamente produce la nostra società, vittima della paura. La stessa paura che porta a tenere a distanza tutto ciò che non conosciamo, e non lo conosciamo perché siamo semplicemente ignoranti.

In attesa che la Francia faccia onore ai valori di libertà, fraternità e uguaglianza noi non stiamo ad aspettare, continuiamo ad impegnarci per esercitare quei diritti, per condividerli con tutti. Lo facciamo dal mondo che ci circonda e che ha gli occhi di quei bambini, che ci insegnano  la pace, a prenderci meno sul serio e a ridere.

 

IMPRESSIONI D’INVERNO A VILLANOVA

E’ successo a villanova domenica 21 dicembre, a Domukratica, per chi c’era e per chi ci sarà ecco alcune impressioni che illumino gli occhi e scaldano il cuore. Continuiamo ad occuparci del quartiere anche nel 2015, non abbiamo messo un limite al nostro progetto, il termine per tutto questo che vogliamo fare con voi arriverà nel momento un cui i sogni saranno realizzati. Buone feste!

Marta Ecca. Antonella è arrivata in sede con il suo bambino ancora addormentato, nonostante la sala colorata e chiassosa. Davanti a lei, quattro tavoli, un tappeto d’erba sintetico e una ventina di bambini coperti da grembiuli improvvisati e il nasino sporco d’argilla. Al loro fianco, giovani volontari, genitori e nonni, a seguire con curiosità l’evolversi di una giornata nata dalla volontà di conoscersi e scoprire esigenze, aspettative e sogni degli abitanti del quartiere di Villanova e della città di Cagliari. Domukratica, col tempo, è diventata un punto di riferimento e di incontro, uno spazio fisico in cui, domenica, le idee hanno preso forma, attraverso l’argilla, il riutilizzo di materiale di recupero o una semplice chiacchierata fra abitanti, adulti e piccini. Ogni momento di scambio di esperienze e saperi, agevola l’attivazione di legami sociali e personali:  Giulia, Paola, Niccolò e Daniele impastano e incollano, Mattea e Francesca, Marco e Maurizio osservano, aiutano, interagiscono. E’ emerso chiaro il valore educativo delle relazioni tra le generazioni e all’interno delle stesse, e cosi, mentre la piccola Chiara mi dice che vorrebbe realizzare un albero perchè dalla sua finestra vede solo case e non ha spazio e verde in cui giocare, Guglielmina e Aide esprimono la volontà di uscire dall’immobilismo nella speranza che tutti abbiano la possibilità di sentirsi parte della medesima comunità. L’attivazione di legami sociali e personali, di partecipazione e di scambio, necessita dei suoi tempi e dei suoi modi, ecco perchè Viva Villanova è in continua evoluzione e vive della generosità e dell’entusiasmo di chi, poco alla volta si avvicina e decide di rendersi pare attiva in questo percorso con l’obiettivo di portare avanti un progetto collettivo di interesse comune.

Rosa Spanu. Far giocare i bambini con l’argilla sembra facile, ma non lo è; bisogna entrarci dentro con le dita, sporcarsi le mani. Bellissimo, se non fosse che si cresce imparando che sono cose che non si fanno… Poi però il desiderio di impastare e modellare prende il sopravvento, e “quella-roba-fresca-che-non-mi-ricordo-come-si-chiama” diventa d’un tratto amichevole, pronta a restituire i movimenti, le tracce, le impronte delle mani dei bambini e delle bambine. Anche domenica è stato così, e le case hanno preso forma e si sono popolate di personaggi e animali come per magia, senza troppi suggerimenti. Perché la terra è immediata, primaria, e in fondo tutti sappiamo modellare senza saperlo. Basta aver voglia di giocare un po’ “E’ stato bellissimo, per me, tornare nel quartiere in cui sono cresciuta per questo laboratorio, per guardarmi di nuovo attorno con occhi bambini.

Irene Loy. Inizialmente temevo che il laboratorio di riciclo fallisse, soprattutto in paragone al laboratorio di Rosa. Poi ho visto arrivare grandi e piccini al nostro tavolo.  Le prime impressioni erano di curiosità e perplessità, anche perché il materiale da riciclare non ispirava attività divertenti. Ma c’e voluto poco perché fossero coinvolti, entusiasti, divertiti. Riporto il commento di un bimbo che mi ha incoraggiato: “Che togo qui, altro che l’argilla!” È stato bello spiegare a quei bimbi che per giocare basta arrangiarsi con quello che consideriamo rifiuto da gettare nella spazzatura. Ho visto sguardi increduli ed entusiasti, sia dei bambini che dei genitori, occhi e parole di meraviglia, che sono stati la migliore ricompensa all’impegno e al tempo richiesto per la preparazione del laboratorio. Che soddisfazione vedere 2 bambini giocare a tennis con 2 racchette costruite al momento, e una mamma che chiede informazioni su come rifare gli animali a casa coi propri figli. Hanno capito che ai bambini non servono grandi cose o giochi costosi…loro si divertono creando e colorando. E anche se sono troppo piccoli per capire l’effetto che il riciclo creativo ha sull’ambiente, non va sottovalutato l’effetto sull’autostima di un bimbo nel veder nascere dalle proprie mani alberi e animali da oggetti dove nessuno avrebbe pensato di cercarli. Ho visto nei loro occhietti l’entusiasmo di averli trovati e inventati!!

SOGNO D’INVERNO A VILLANOVA

Sogni ed emozioni per celebrare l’arrivo dell’inverno che si articolerà domenica 21 dicembre in 2 parti nelle strade di Villanova, storico quartiere cagliaritano, attraverso i laboratori di creatività e le evoluzioni aeree in piazza. SOGNA CON LE MANI, CREA A VILLANOVA dalle ore 16 alle 19, nella sede di Domukratica in via Tempio 22, vedrà protagonisti grandi e piccini. L’occasione scelta è quella del solstizio d’inverno, che unisce le diverse culture presenti nel quartiere, ciascuna con le proprie tradizioni. Il solstizio è un giorno ideale per condividere i sogni, per esprimere le esigenze personali e collettive rispetto al proprio quartiere, e – in questa occasione – per trasformarle in creazioni di argilla e di materiali riciclati. Insieme agli esperti e in compagnia dei genitori, l’obiettivo centrale del pomeriggio sarà quindi condividere un progetto di quartiere ideale, esprimerlo attraverso la fantasia, e sviluppare una visione del quartiere a misura di bambino, in un contesto creativo che rivolge la sua attenzione anche all’ambiente, oltre che al sociale. “Sogna con le mani, crea a Villanova” si inserisce nel calendario di iniziative e progetti realizzati dal gruppo VIVA VILLANOVA, nato all’interno del Circolo Copernico, nella rete nazionale Luoghi Idea(li). L’intento principale è quello di rilevare e affrontare alcuni problemi del quartiere di Villanova, facilitando l’integrazione tra culture e generazioni presenti nel quartiere, agendo sulla condivisione degli spazi, degli interessi e delle aspirazioni. L’ISOLA DEI BAMBINI A VILLANOVA. Grazie alla collaborazione con il Teatro del Sale, attivo nel gruppo Cagliari città dei bambini e nella progettazione partecipata, il sogno continua e prende forma nelle strade e nel cielo di Villanova: l’ultimo appuntamento della III edizione del Festival L’Isola dei bambini fiori frutta città, è con la poesia delle Stelle Sfilanti del Teatro Circo Maccus. Dalle ore 19 partendo dalla sede di Domukratica i bimbi e gli artisti coinvolgeranno gli abitanti e i visitatori in una scintillante parata che si concluderà nel cielo di Villanova con le magiche evoluzioni aeree degli artisti che sembreranno mutarsi in cristalli di ghiaccio e di neve, arrivati dal Polo nord per omaggiare il solstizio d’inverno. Una favola rarefatta e delicata che saprà conquistare i cuori di tutti col suo semplice candore.

https://www.facebook.com/events/575127405965318/

I bambini cittadini di Villanova

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I bambini sono cittadini a tutti gli effetti, rappresentano per noi il primo motore del processo di integrazione. Cosi, attraverso il gioco, abbiamo fatto emergere la loro visione del quartiere. Perchè il miglior modo di giocare con loro è farlo seriamente.

Siamo stati travolti dalla fiducia, dall’energia, dalla voglia di fare, dalla concretezza di circa 40 bambini (e dei loro genitori), di tutte le età (dai 18 mesi alla prima classe delle medie), maschi e femmine. Un gruppo che comprendeva bambini residenti e non, di nazionalità italiana e straniera. Nessuna barriera, i bambini si sono affidati a noi e si sono relazionati tra loro con spontaneità. Grazie al reciproco ascolto, alla curiosità di conoscere l’altro, il risultato è stato straordinario. Per noi l’obiettivo era chiaro: lavorare sulla percezione delle relazioni dei bambini con i luoghi fisici, nello specifico una piazza che loro non frequentano abitualmente, per capirne le ragioni e provare a ridisegnarla a modo loro; verificare le modalità di relazione tra di loro, per riscontrare un’assoluta mancanza di pregiudizi e barriere.

Ognuno di noi, con un post-it colorato sul petto, ha dato il via al primo approccio di presentazione, focalizzando il luogo in cui tutto questo prendeva forma: città, quartiere, piazza. Una piazza che abbiamo attraversato e poi abbracciato grazie a un girotondo, portando i bambini alla scoperta di un luogo che avrebbero dovuto successivamente osservare, grazie al gioco degli “occhi grandi”, utile a individuare ciò che piaceva e ciò che invece avrebbero voluto cambiare.

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Dall’osservazione si è poi passati alla creatività, e il “tuffo sull’erba” (un tappeto di erba sintetica) e la pioggia di pennarelli hanno permesso di dar voce alla fantasia e alle esigenze dei bambini. I loro disegni e la loro entusiasmante parlantina, ci hanno portato nella loro dimensione, in cui la piazza veniva costruita e arredata grazie a quegli occhi attenti che pochi istanti prima hanno permesso loro di prendere confidenza con spazi e sogni.

Una volta concluse le attività in parallelo, con gli adulti, dall’osservazione e dalla creatività, si è passati alla condivisione di quanto accaduto, attraverso i racconti dei bambini, curiosamente a proprio agio con un microfono in mano. Noi, con un passo indietro, abbiamo preferito preservare l’indipendenza di espressione dei bambini, evitando qualsivoglia condizionamento. I protagonisti avrebbero dovuto essere loro, e cosi è stato.

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Una piazza più grande e aperta, senza le aiuole in cemento, con l’erba vera, al posto del tappeto, dover potersi rotolare e disegnare, senza il gazebo perché ci sono già gli alberi, con tanti giochi da utilizzare tutti insieme, dai classici altalena, scivolo, dondoli, giostre, ai più moderni gonfiabili: questo è emerso quando i bambini, con tanto di microfono in mano e una certa puntualità nei dettagli, hanno dato voce alle attività appena svolte e ai loro sogni. I bambini di oggi sono i potenziali adulti di domani, anche a Villanova: occorre coltivarne la spontaneità, tutelare la preziosa mancanza di barriere e la capacità di inclusione.

I bambini possono raccogliere le radici storiche del quartiere per innestarne di nuove, per disegnare una Villanova da sentire propria, come hanno fatto con la piazza. Alle loro richieste va attribuito il giusto peso, ma la loro serietà è indiscussa, è compito degli adulti farne tesoro, ciascuno per il suo ruolo, cosi da trasformarle in istanze concrete nella catena cittadino-politica e circolo politico-amministrazione. La capacità naturale dei bambini di attivare processi di integrazione e contaminazione può e deve diventare un esempio per tutti noi.

CI SIAMO INCONTRATI A VILLANOVA

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C’è sempre una prima volta, un primo incontro. Ieri 26 settembre c’è stato tra il Circolo Copernico e il quartiere di Villanova. Anche se già da qualche anno presente presso Domukratica nel cuore del quartiere, per il Copernico e i suoi simpatizzanti è stato il primo reale incontro con le persone residenti, innanzitutto con i bambini che hanno colto l’occasione per esprimersi e disegnare. Una festa di colori !!!

Il primo incontro con il quartiere Villanova.

IL CIRCOLO COPERNICO NELLA MOBILITAZIONE DELLA CITTADINANZA

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Marta Ecca

Intervento di Marta Ecca durante l’iniziativa pubblica Raccontiamo(ci) Villanova.

Nel dicembre del 2013, a Bologna, il Circolo Copernico ha avuto l’occasione di raccontare di sé e del nostro lavoro insieme ad alcuni dei luoghi ideali poi successivamente selezionati nell’ambito del progetto di Fabrizio Barca. In quell’occasione, sono emerse aspettative e sogni nel cassetto, ma soprattutto un comune percorso tutto da tracciare, con due cambiamenti auspicati alla base: il primo relativo all’organizzazione e al funzionamento dei partiti, il secondo relativo al rinnovo del sistema governativo e dei comportamenti pubblici.

In merito all’organizzazione e al funzionamento dei partiti, Il Circolo Copernico, fatto di iscritti ed elettori o semplici simpatizzanti, è nato e ha operato puntando all’affermazione di un nuovo sistema-partito sintesi di interessi pubblici, promuovendo nuove forme di partecipazione attiva, raccogliendo e sviluppando le istanze provenienti dalla società. Il modello organizzativo di riferimento è quello di una rete che coinvolge i cittadini, gli iscritti, le associazioni, i movimenti, e canalizza risorse e proposte finalizzate a soddisfare interessi collettivi. Il fare rete, inevitabilmente agevola la contaminazione di risorse e competenze esterne al circolo stesso, le quali prendono parte ai lavori dei singoli gruppi a seconda del contributo che sono in grado di dare. Tramite il confronto e la contaminazione di una comunità in rete, bisogna poi ricavare idee e strumenti utili per l’intero paese.

Fabrizio Barca, a tutto questo, da un nome: lo chiama partito-palestra, o partito-pensante o partito-ospitale, ovvero un partito che offre lo spazio in cui tutto questo avviene, spazio per imparare ognuno qualcosa, confrontare errori, cambiare posizione, costruire assieme soluzioni e gli strumenti e le idee per farle vincere. Il partito-pensante è un partito in grado di rinnovarsi e riorganizzarsi, partendo dal territorio e da chi prova a fare accadere le cose, ossia realizzare nei luoghi-prototipo risultati concreti di miglioramento della qualità di vita o della conoscenza necessaria per governare bene, perchè governare impone un confronto continuo tra governo e cittadini e, nei partiti, tra dirigenze, simpatizzanti e iscritti.

Ecco il senso del nostro impegno sul territorio e dei processi partecipativi che abbiamo provato ad avviare nel quartiere: proviamo a far accadere le cose, estraendo e valorizzando le conoscenze dei partecipanti, offrendo spazi e strumenti utili a discutere in modo aperto e informato, e sperimentando metodi che poi portino a delle decisioni.

Ogni cittadino ha qualcosa da dire e può contribuire alla ricerca di soluzioni, e il Partito Democratico, per dare anche una risposta alla crisi di rappresentatività che ha portato i rappresentati a non ritrovarsi più nelle decisioni assunte dai rappresentanti semplicemente perchè mai coinvolti in un sistema di deliberazione partecipata, dovrebbe imparare a fare rete, promuovendo, supportando e sfruttando la stessa, per costruire una visione dell’Italia e del futuro che sia la reale risposta ai problemi sollevati dalla società, principale interlocutore. Ma è evidente che il Partito dobbiamo convincerlo noi, del fatto che sia possibile e utile ridisegnare la sua organizzazione come un partito-palestra, ospitale, pensante. Perchè, è evidente che il PD oggi pare viva solo sotto elezioni. Insomma, quando ha qualcosa da chiedere e non da dare.

Questa è la sfida di luoghi idea(li) sul fronte nazionale e dei singoli luoghi ideali che, sul territorio, stanno sperimentando nuove forme di mobilitazione della cittadinanza.

Il Circolo Copernico, questa sfida, in una situazione politica locale delicata e determinante (ma lo scenario nazionale non è certo più promettente) la coglie sui temi dei diritti, della partecipazione e del territorio e, nello specifico, portando avanti un progetto, VIVA VIllanoVA, che si pone l’obiettivo di riattivare quella rete a garanzia della coesione sociale e della rigenerazione urbana proprie di un luogo ideale, in cui vivere, crescere, confrontarsi, anche e soprattutto fra culture e generazioni diverse. Tenendo ben presente la volontà di creare un luogo di confronto e avvicinare i cittadini alla politica attraverso iniziative pubbliche, raccogliendo e sviluppando le istanze che vengono dal basso della società, laspirazione è di conquistare credibilità nei confronti degli abitanti, diventare parte attiva della comunità, acquisire gli strumenti e la capacità di gestire processi partecipativi, così da poter costruire e realizzare le attività del progetto “VIVA VIllanoVA” insieme a chi il quartiere lo conosce, lo vive e lo anima, alle associazioni politiche e culturali, ai commercianti e agli artigiani.

Tutto questo, nell’ottica della responsabilità sociale che dovrebbe orientare tutte le organizzazioni di qualsiasi natura nella propria azione, convinti che possa essere una risposta all’accezione negativa che, con facilità, il comune cittadino attribuisce a tutto ciò che è sistema pubblico e politico.

Uno dei problemi riscontrati in questi mesi, a contatto con le persone, è stato il superamento della diffidenza nei confronti della nostra etichetta politica. Noi siamo un circolo tematico del PD che sta portando avanti un progetto che affronta temi quali inclusione e coesione sociale, rigenerazione urbana e confronto generazionale. In diversi hanno storto il naso e il pensiero è volato a qualche secondo fine, alla necessità di far bottega elettorale o reclutamento partitico. Ci siamo chiesti se stessimo facendo la cosa giusta, ancor più in un quartiere delicato e complesso come Villanova, dove non manca la presenza e l’impegno di altre organizzazioni.

Alla sensazione percepita di invasione di campo, abbiamo risposto con la forte convinzione di ritenere che un partito questo debba fare: studiare il contesto in cui opera, viverlo fra la gente, nelle piazze e nelle strade, ascoltare e unire le forze con chi già lavora nel medesimo contesto e proporre possibili soluzioni ai problemi.

Se un partito non si riappropria degli spazi comuni, quelli in cui la vita scorre, ha perso la sfida più grande, quella che ne giustifica l’esistenza stessa:  essere al servizio del cittadino.

Raccontiamo[ci] Villanova

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Domenica 21 settembre alle 18:00 il Circolo Copernico organizza un incontro pubblico a Domukratica per discutere del ruolo dei circoli e dei partiti nei progetti territoriali di coesione sociale presentando il progetto VIVA VillanoVA. Voce agli abitanti che racconteranno il quartiere mentre il Circolo Copernico racconterà la presenza del Pd nel quartiere e i processi innovativi sino ad oggi attuati.  Infine la parola a Fabrizio Barca per parlare del radicamento e delle attività dei circoli in tutta Italia. A seguire aperitivo di autofinanziamento.

Questa la pagina dell’evento facebook:  https://www.facebook.com/events/1561483224071914/?fref=ts

Questa la pagina di VIVA VIllanoVa:  https://www.facebook.com/vivavillanova?ref=hl

Questa è la pagine per fare una donazione al progetto: http://www.retedeldono.it/progetti/viva-villanova-luoghi-ideali

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